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sabato 5 aprile 2014

Raccolta di poesie contro la mafia dedicate a Padre Pino Puglisi

Association Européenne des Cheminots (a cura di), Raccolta di poesie contro la mafia di autori coinvolti in concorsi di poesia "Kalura" ed "Il Paladino". Antologia dedicata a Padre Pino Puglisi, Caltanissetta, Tipografia Lussographica, 2012, 77 pp.

La raccolta di poesie contro la mafia è dedicata alla figura di Padre Pino Puglisi, ucciso la sera del 15 settembre 1993 e beatificato, nel maggio del 2013, dalla Chiesa Cattolica che finalmente – forse con un po' di ritardo – lo riconosce martire.
Il libro è stato realizzato dalla Association Européenne des Cheminots - Sezione Italiana – Sicilia,  istituita il 22 luglio del 1961 a Torino, per iniziativa di un gruppo di ferrovieri di differenti aziende ferroviarie europee. La raccolta è stata presentata nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni il 27 settembre del 2012.
Le poesie raccolte sono state selezionate tra quelle che hanno partecipato ai concorsi di poesia "Kalura" e "Il Paladino" e sono tutte dedicate al tema della mafia. Sono scritte in lingua italiana e in dialetto siciliano.
Edizione fuori commercio, ma che andrebbe letta anche per la bellezza lirica e per la sincerità commovente di alcuni componimenti. «Io non ci sto / a stare zitto / e non denunciare...» è il grido di Antonino Causi. Dolorosa e riconoscente è la lirica di Giuseppe Ingardia: «Jò li vitti ddi carni squarciati...».
A Padre Pino Puglisi e ai bambini di Brancaccio sono dedicate le prime quattro poesie di questa raccolta.

Don Pino, tu non muristi, ammatula spararu.
Sì tu ca li mittisti chi spaddi contra u muru.
Iddi ristaru suli, tu sì chinu d'amici.
C'amuri di la genti, sarai sempri felici!
(Mimmo Burgio)

Lorenzo Cusimano





venerdì 21 febbraio 2014

Incontro con l'autore presenta la guida di Pico di Trapani Viaggio in Sicilia i luoghi del turismo responsabile

La Biblioteca Francescana di Palermo
in collaborazione con l'Associazione LIBRidO
per il ciclo Incontro con l'autore presenta
la guida di Pico di Trapani
 Viaggio in Sicilia
i luoghi del turismo responsabile

con Addiopizzo

Venerdì 21 febbraio 2014, ore 16,30

Intervengono:

Francesca Vannini Parenti
co-fondatrice di Addiopizzo Travel

Fabio Conticello

titolare dell'Antica Focacceria San Francesco




mercoledì 5 febbraio 2014

Viaggio in Sicilia: I luoghi del turismo responsabile con Addio Pizzo

Pico Di Trapani, Viaggio in Sicilia: I luoghi del turismo responsabile con Addio Pizzo, Marsala-Palermo, Navarra Editore, 2013, 158 pp., ISBN 978-88-95756-87-5.

Palermo è indiscutibilmente, sotto molto aspetti, una delle più belle città del mondo: architettura, paesaggio, posizione geografica, clima… Purtroppo da tanto tempo la sua anima è fiaccata da un cancro che tenta di distruggerla lentamente e costantemente: questa malattia è indicata da tutti genericamente con il nome di mafia. La cosa triste è che questo “morbo” tende ad attirare su di sé l’attenzione a discapito di tutte le meraviglie della nostra terra: nel mondo saremo più facilmente conosciuti quindi come “capitale della mafia” che non come “capitale della cultura arabo-normanna”, per esempio.
Per fortuna, negli anni, abbiamo avuto tantissimi uomini che si sono battuti strenuamente perché il nome del nostro popolo smettesse di essere infangato in modo così spietato; paladini che hanno offerto la loro vita per servire la loro patria, che non hanno avuto paura di quella quiete assordante che avvolgeva la loro città e con un grido silenzioso hanno in tutti i modi provato a riportare al candore originario la vitalità di Palermo. “Come nani sulle spalle di giganti” dobbiamo sfruttare le loro armi, la loro esperienza, il loro aiuto, il loro sacrificio per portare avanti questa dura lotta che, mai come oggi, sembra volgere a nostro favore. Dal 2004 al fianco dei palermitani combatte questa battaglia “Addio Pizzo”, un’associazione di giovani impegnata nello smantellamento del sistema di estorsione indebita di denaro praticata, a danno dei proprietari delle attività commerciali, dai “picciotti” di Cosa Nostra.
Questo volume, scritto da Pico Di Trapani (se qualcuno se lo stesse chiedendo, non è parente di Maria Di Trapani, ndr.), attivista palermitano che da anni si occupa del fenomeno mafioso, nonché dell’evoluzione del movimento antimafia siciliano, non è la classica guida che rispetta i tradizionali itinerari turistici di Palermo. Questa guida ci accompagna in un percorso nuovo, attraverso i luoghi di particolare interesse storico e culturale in cui la prepotente omertà mafiosa si è scontrata con la civiltà cittadina dell’antimafia: sentiremo raccontare le storie di denunce di estorsioni, la lotta continua per ricordare la memoria di un parente assassinato, l’eroismo di un gruppo di giovani impegnato a creare una rete di collaborazioni fondata sulla legalità.
La prima parte del volume è costituita da 4 itinerari turistici interni alla città di Palermo: Itinerario A – Teatro Massimo, Mercato del Capo, Piazza della Memoria; Itinerario B – Cattedrale, Questura, Quattro Canti e Piazza Pretoria, Chiesa della Martorana; Itinerario C – Antica Focacceria san Francesco ed Emporio Pizzo-Free, La Kalsa e piazza Marina, Lungomare del Foro Italico e piazza Magione; Itinerario D – Via D’Amelio, Monte Pellegrino e Castello Utveggio, Mondello e Parco della Favorita.
La seconda parte, invece, ci guida in alcuni paesi della provincia palermitana, in cui la denuncia di singoli coraggiosi ha creato un legame indissolubile tra la storia del territorio e quella di “Addio Pizzo”: Capaci, Partinico, Cinisi, Caccamo, Corleone, Portella della Ginestra e San Giuseppe Jato.
Il libro è condito da 16 bellissime tavole a colori che raccontano momenti, luoghi e oggetti rilevanti della lotta antimafia di “Addio Pizzo”, nonché dalle utilissime Note Bibliografiche [pp. 157-158] e da Contatti e Informazioni utili.


Vincenzo Bagnera


Dono dell'autore

mercoledì 20 marzo 2013

Cose di Cosa Nostra



Giovanni Falcone, Cose di Cosa Nostra, in collaborazione con Marcelle Padovani, Milano, BUR, 2007, 177 p., ISBN 978-88-17-00233-2.

Che cos’è la mafia? Una domanda apparentemente semplice, a cui Giovanni Falcone dà risposte semplici, immerse in un ragionamento molto più complesso. Varcando i confini di scienze come la psicologia e l’antropologia di cui il fenomeno mafioso, per il giudice palermitano, è profondamente impregnato, si fondono insieme una visione della realtà e dell’uomo stesso.
Il racconto delle “guerre di mafia”, il rapporto con i pentiti (tra i più importanti, Buscetta, Contorno, Mannoia e Calderone), la mattanza dei Corleonesi sono solo alcuni degli argomenti toccati da Giovanni Falcone che focalizza anche l’importanza, non indifferente, di una cultura mafiosa che fatica a scomparire: “l’interpretazione dei segni, dei gesti, dei messaggi e dei silenzi” (p. 49). Falcone non teme di sviscerare i minimi dettagli di questo Stato-altro, che nella sua Sicilia gli pare allungarsi come una nuvola piena di cattivi presagi in tutte le direzioni: dal mondo dell’agricoltura a quello dell’economia, della finanza e della politica.
«Per quanto possa sembrare strano, la mafia mi ha impartito una lezione di moralità» (pp. 70-71), scrive Falcone in un passaggio del libro, tentando di descrivere il suo (complesso) rapporto con quello che non esita a chiamare, per primo e senza mezze misure, lo «Stato-mafia» (p. 71). Uno Stato “parallelo” a quello rappresentato dalle istituzioni. Ma i cui meccanismi arrivano spesso a sopperire le carenze di uno Stato distratto e burocratico, fino a rimpiazzarlo in tutte le sue funzioni e i suoi punti vitali: l’assistenza ai cittadini, il deficit di istruzione, la mancanza di lavoro e di prospettive per i giovani. Un vuoto di Stato, a partire dalla progettualità di vita di ciascuno, che i mezzi a disposizione della mafia (oltre alla sua forte capacità attrattiva, per la combinazione di terrore e potere di cui dispone) non faticano a colmare. Tanto che, per il magistrato, la mafia «a pensarci bene, non è altro che espressione di un bisogno di ordine e quindi di Stato» (p. 71).
Questo libro è il risultato di venti interviste effettuate da Marcello Padovani a Giovanni Falcone tra il marzo e il giugno del 1991. A differenza dell’edizione di quell’anno, questa pubblicazione del 2007 contiene due capitoli, scritti dalla giornalista francese, che precedono le parole di Falcone: Dodici anni dopo pp. 3-7 e Prologo alla prima edizione 1991 pp. 9-19. Il racconto del giudice è quindi articolato in sei capitoli «disposti come… cerchi concentrici attorno al cuore del problema-mafia: lo Stato»: Violenze pp. 21-45; Messaggi e messaggeri pp. 47-71; Contiguità pp. 73-92; Cosa Nostra pp. 95-121; Profitti e perdite pp. 123-145; Potere e poteri pp. 147-171.

Biagio Bertino


martedì 12 marzo 2013

Libri e biblioteche: testimonianza per la legalità?


Care Amiche e cari Amici,

siamo lieti di invitarVi all'evento organizzato dall'associazione Librido - Laboratorio di Studi e Servizi Culturali in collaborazione con l'Officina di Studi Medievali e l'Università degli Studi di Palermo dal titolo

Libri e Biblioteche: testimonianza per la legalità?

che si svolge il 22 marzo p.v. a partire dalle ore 15.30 presso l'aula Cocchiara della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Palermo.
Per i dettagli e per maggiori informazioni si rimanda alla locandina in allegato.
Cordiali saluti.

Il Presidente
Vincenzo Bagnera